Vai ai contenuti
Uomo maturo a colazione, guida alla prostata ingrossata Uomo maturo a colazione, guida alla prostata ingrossata

Prostata ingrossata (ipertrofia prostatica benigna): quali sono i sintomi urinari, quali sono le cause e come si cura

· @GPNutraceuticals

La prostata ingrossata, in termini medici ipertrofia prostatica benigna (IPB), è un aumento di volume che non è un tumore e non si trasforma in tumore, ma può rendere difficile urinare: flusso urinario debole, bisogno di andare spesso in bagno, alzarsi più volte durante la notte. Se i disturbi sono lievi spesso basta tenerli sotto controllo e cambiare alcune abitudini; quando danno fastidio esistono farmaci efficaci e, nei casi più importanti, interventi anche mini-invasivi. È uno dei disturbi più comuni negli uomini dopo i 50 anni e diventa più frequente con l'avanzare dell'età. Sugli integratori le prove sono deboli: la revisione Cochrane più recente non ha trovato benefici rilevanti per la serenoa da sola.

In questa guida scopri cause, sintomi e segnali d'allarme, quando fare la visita urologica, come si fa la diagnosi, quali sono le cure secondo le linee guida e che cosa dicono gli studi su serenoa, semi di zucca, ortica e gli altri fitoterapici.

Tempo di lettura: 11 minuti

Ultimo aggiornamento: Ottobre 2026

Revisione scientifica: Team GP Nutraceuticals

Fonti principali: linee guida EAU e AUA sui disturbi della minzione nell'uomo, revisione Cochrane sulla serenoa, monografia EMA sulla radice di ortica, studio GRANU sui semi di zucca


Cos'è l'ipertrofia prostatica benigna?

La prostata è una ghiandola grande come una castagna che si trova sotto la vescica e circonda il primo tratto dell'uretra, il canale uretrale da cui esce l'urina. Produce una parte del liquido seminale. Con gli anni, sotto l'effetto degli ormoni maschili, la sua parte centrale tende a crescere e può stringere il canale come una morsa: l'urina esce con più fatica e la muscolatura vescicale, che deve spingere di più, nel tempo diventa più irritabile.

Le dimensioni della prostata non dicono tutto: un organo molto grande può dare pochi disturbi e uno poco ingrossato può darne molti. Per questo i medici parlano di sintomi del basso tratto urinario e, per misurare la gravità dei sintomi, valutano soprattutto quanto pesano sulla vita quotidiana.

Prostata infiammata o ingrossata? Le differenze tra IPB, prostatite e tumore

  • Ipertrofia prostatica benigna, detta anche iperplasia prostatica benigna: ingrossamento della prostata non tumorale, legato all'età, che dà soprattutto disturbi urinari.
  • Tumore alla prostata: nelle fasi iniziali spesso non dà sintomi e si sospetta con un esame del sangue o la visita. Non deriva dall'ipertrofia, ma le due condizioni possono essere presenti insieme: per questo ogni disturbo va valutato dal medico.
  • Prostatite: un'infiammazione, a volte da infezione, che colpisce anche uomini giovani e dà dolore al basso ventre o al perineo, bruciore e talvolta febbre.

In breve: i 5 punti chiave

Il messaggio centrale della guida in cinque punti: l'IPB è comune, non è un tumore e si cura a gradini.

  • È un ingrossamento benigno, molto frequente dopo i 50 anni, che può rendere difficile urinare.
  • I sintomi tipici sono getto debole, minzioni frequenti, urgenza e risvegli notturni.
  • Incapacità di urinare, sangue visibile nell'urina o febbre richiedono il medico subito.
  • Con disturbi lievi bastano controlli e buone abitudini; poi ci sono farmaci efficaci e interventi anche mini-invasivi.
  • Per gli integratori le prove sono deboli: la serenoa da sola non ha mostrato benefici rilevanti negli studi più rigorosi.

Cosa troverai in questa guida

La guida parte dalla definizione, passa a cause, sintomi e diagnosi e si chiude con le cure, gli integratori e le domande frequenti.

  • Cause e fattori di rischio.
  • Sintomi e segnali d'allarme.
  • Quando rivolgersi al medico e come si fa la diagnosi.
  • Vigile attesa, farmaci e interventi secondo le linee guida.
  • Cosa dicono gli studi sugli integratori.
  • Domande frequenti.

Questa guida ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati.


Quali sono le cause della prostata ingrossata?

L'ipertrofia prostatica è legata soprattutto all'età e agli ormoni maschili. Qui il testosterone viene trasformato, grazie a un enzima chiamato 5-alfa-reduttasi, in diidrotestosterone (DHT), che stimola la crescita delle cellule. Con il passare degli anni questo stimolo, insieme a cambiamenti nell'equilibrio tra ormoni e a una lieve infiammazione cronica, fa aumentare il tessuto prostatico e quindi il volume della ghiandola prostatica. Su questo meccanismo agiscono alcuni dei farmaci usati per curarla.

Iperplasia prostatica benigna: i fattori di rischio

Il disturbo è più frequente o dà più fastidi in chi:

  • ha più di 50 anni;
  • ha familiari stretti con lo stesso disturbo;
  • è in sovrappeso, ha il diabete o la sindrome metabolica;
  • fa poca attività fisica.

Alcuni farmaci, come i decongestionanti nasali e certi antistaminici, possono peggiorare i disturbi della minzione in chi soffre già di IPB. L'attività sessuale, invece, non causa l'ipertrofia.

Quali sono i sintomi della prostata ingrossata?

I disturbi compaiono di solito lentamente, nel corso di mesi o anni, e si dividono in due gruppi.

Sintomi da ostruzione, legati alla fatica a far uscire l'urina:

  • getto debole o che si interrompe;
  • attesa prima che l'urina inizi a uscire;
  • bisogno di spingere per urinare;
  • gocciolamento alla fine e sensazione di incompleto svuotamento della vescica.

Sintomi irritativi, legati a un aumento della sensibilità:

  • bisogno di urinare spesso, anche di giorno;
  • nicturia, cioè svegliarsi una o più volte per notte per urinare;
  • urgenza, a volte con piccole perdite.

Spesso sono proprio i risvegli notturni e l'urgenza a disturbare di più la qualità della vita.

Segnali d'allarme e complicanze: quando l'urina non esce

Nel tempo l'ipertrofia può portare a complicanze. Rivolgiti subito al medico o al pronto soccorso in caso di:

  • impossibilità a urinare con il basso ventre teso e dolorante (ritenzione urinaria acuta);
  • sangue nelle urine;
  • febbre, brividi o bruciore intenso, possibili segni di infezione;
  • dolore al fianco o calo della quantità di urina.

Visita urologica ed esami da fare: quando rivolgersi al medico?

Quando rivolgersi al medico per la prostata ingrossata?

Conviene parlarne con il medico di famiglia, che può indirizzare a una visita urologica, appena i disturbi compaiono o cambiano, anche se sono lievi: serve a confermare che si tratta di ipertrofia benigna e non di altro, e a scegliere se e come curarla. Molti uomini rimandano per imbarazzo o perché pensano che sia normale con l'età, ma una valutazione precoce permette di evitare problemi più seri. Per i segnali d'allarme descritti sopra non bisogna aspettare.

Come si diagnostica l'IPB? Esami del sangue ed ecografia prostatica

Secondo le linee guida dell'European Association of Urology (EAU) e dell'American Urological Association (AUA), la valutazione comprende:

  • colloquio e questionario IPSS: sette domande sui sintomi urinari con un punteggio da 0 a 35, che classifica i disturbi come lievi (0-7), moderati (8-19) o gravi (20-35) e serve anche a misurare i progressi;
  • esplorazione rettale: con un dito il medico valuta dimensioni, consistenza e regolarità dell'organo;
  • esame delle urine: per cercare batteri, sangue o glucosio;
  • PSA: un esame del sangue che, dopo averne discusso vantaggi e limiti con il medico, aiuta a stimare il volume prostatico e a sospettare un tumore;
  • flussometria: si urina in un apparecchio che misura il flusso urinario e la forza del getto;
  • residuo post-minzionale: con gli ultrasuoni si misura quanta urina resta dopo aver urinato;
  • diario delle minzioni: utile soprattutto quando il disturbo principale sono i risvegli notturni.

In alcuni casi si aggiungono l'ecografia prostatica trans-rettale, la creatinina per valutare i reni o esami più approfonditi prima di un intervento chirurgico.

Come si cura la prostata ingrossata?

La scelta dipende da quanto i disturbi pesano, dal volume della prostata e da eventuali problemi associati. L'obiettivo è la riduzione dei sintomi: le linee guida EAU e AUA indicano un percorso a gradini.

Disturbi urinari lievi: vigile attesa e stile di vita

Se i disturbi sono lievi e non pesano sulla vita quotidiana, si può non prendere farmaci e fare controlli periodici, adottando alcune abitudini utili:

  • bere meno nelle 2-3 ore prima di dormire, senza ridurre i liquidi nel resto della giornata;
  • limitare caffè, alcol e bevande gassate, soprattutto la sera;
  • urinare due volte di seguito, a distanza di qualche minuto, per svuotare meglio la vescica;
  • allenarsi ad aspettare un po' di più quando arriva lo stimolo;
  • curare la stitichezza, mantenere un peso adeguato e fare attività fisica, che può migliorare i sintomi;
  • rivedere con il medico i farmaci che possono peggiorare i disturbi.

Farmaci: quali si usano e quando

Quando i sintomi danno fastidio, il medico può prescrivere una terapia farmacologica:

  • alfa-litici (come tamsulosina, silodosina, alfuzosina): rilassano la muscolatura prostatica e del collo vescicale e migliorano il getto in pochi giorni. Possono dare capogiri, calo della pressione e disturbi dell'eiaculazione;
  • inibitori della 5-alfa-reduttasi (finasteride, dutasteride): riducono il volume prostatico e il rischio di ritenzione e di intervento, ma l'effetto si vede dopo 6-12 mesi. Si usano quando il volume è molto aumentato; possono ridurre libido ed erezione e dimezzano il valore del marcatore prostatico nel sangue, cosa da segnalare a chi legge le analisi;
  • terapia combinata dei due farmaci, quando il volume è maggiore e i disturbi sono moderati o gravi;
  • tadalafil a basso dosaggio, utile soprattutto se c'è anche disfunzione erettile;
  • farmaci per la vescica iperattiva o per i risvegli notturni, quando prevalgono questi disturbi e l'urgenza, sempre dopo aver controllato il residuo dopo la minzione.

Chirurgia: quando serve l'intervento

Si ricorre al trattamento chirurgico quando i farmaci non bastano o compaiono complicanze come ritenzione urinaria, infezioni urinarie ripetute, calcoli in vescica, sanguinamento ricorrente o danni ai reni. La tecnica classica è la resezione transuretrale della prostata (TURP), eseguita per via endoscopica senza tagli esterni; nei volumi maggiori si usa sempre più spesso l'enucleazione con laser. Esistono anche tecniche mini-invasive, come il vapore acqueo o piccoli impianti che allargano l'uretra, che tendono a preservare l'eiaculazione ma sono adatte solo ad alcuni pazienti. L'urologo sceglie in base al volume, alla salute generale e alle preferenze del paziente.

Integratori e fitoterapici: cosa dicono gli studi?

I fitoterapici per questo disturbo sono molto usati, soprattutto in Europa. Il più studiato è la serenoa (Serenoa repens, o saw palmetto), seguito da semi di zucca, radice di ortica, pygeum e beta-sitosterolo. Gli studi sono tanti, ma spesso piccoli, brevi e con preparati diversi tra loro, e i risultati dipendono molto dal tipo di estratto. Nessuno di questi prodotti ha dimostrato di ridurre il volume della ghiandola.

Evidenza scientifica e claim regolatorio sono due cose diverse. Un'indicazione ammessa in etichetta descrive una funzione fisiologica riconosciuta da un'autorità e non dimostra che un prodotto curi questo disturbo. Allo stesso modo, uno studio favorevole non autorizza da solo un claim.

Che cosa dicono le linee guida

Le linee guida EAU consentono di proporre l'estratto di serenoa ottenuto con esano, con raccomandazione debole, agli uomini che vogliono evitare gli effetti collaterali dei farmaci, spiegando che l'effetto può essere modesto. Le linee guida AUA del 2021 non includono la fitoterapia tra i trattamenti raccomandati.

Gli studi sui singoli ingredienti

Ingrediente

Dosi negli studi

Cosa dicono gli studi

Qualità delle prove

Serenoa

Di solito 320 mg al giorno di estratto

La revisione Cochrane del 2023 (27 studi, 4.656 uomini) ha trovato un miglioramento di circa 1 punto sulla scala IPSS rispetto al placebo, sotto la soglia di circa 3 punti che il paziente percepisce; nessun beneficio anche a 960 mg al giorno in uno studio di 72 settimane. Con un estratto specifico ottenuto con esano una meta-analisi ha trovato un getto un po' più forte e meno risvegli notturni rispetto al placebo

Alta per la serenoa in generale (nessun beneficio rilevante); moderata per l'estratto con esano

Semi di zucca

Seme intero 10 g al giorno oppure estratto 1 g al giorno, per 12 mesi

Nello studio GRANU, su 1.431 uomini, il seme intero ha dato più risposte del placebo (58,5% contro 47,3%), l'estratto no

Bassa

Radice di ortica

Dosi indicate dall'EMA, per esempio 300-700 mg al giorno di estratto secco

L'Agenzia europea dei medicinali ne riconosce l'uso tradizionale nei disturbi da ipertrofia, dopo aver escluso condizioni più serie; insieme alla serenoa, in uno studio su 257 uomini, ha ridotto i sintomi più del placebo (6 contro 4 punti IPSS). Le foglie non sono state studiate in questo disturbo

Bassa

Pygeum

75-200 mg al giorno di estratto

In una meta-analisi di 18 studi brevi, meno risvegli notturni e getto più forte rispetto al placebo

Bassa

Beta-sitosterolo

60-130 mg al giorno

In 4 studi su 519 uomini, miglioramento di circa 5 punti IPSS rispetto al placebo, ma su durate brevi

Bassa

Scutellaria e ajuga

–

Solo studi di laboratorio; nessuno studio clinico sull'uomo

Molto bassa

In generale questi prodotti sono ben tollerati e danno meno effetti sessuali dei farmaci. Prima di usarli, però, i disturbi vanno valutati dal medico, perché potrebbero dipendere da altro, compreso un tumore.

Che cosa può dichiarare un integratore

Nessun ingrediente ha un claim sulla salute autorizzato a livello europeo che riguardi questa ghiandola. In Italia, per piante come la serenoa e i semi di zucca, il Ministero della Salute ammette in etichetta indicazioni come «favorisce la funzionalità della prostata», che descrivono una funzione fisiologica e non la cura di un disturbo.

Domande frequenti

Le risposte brevi ai dubbi più frequenti: la differenza con la prostatite, il rischio di tumore, gli esami e i referti ecografici, la serenoa, la vita sessuale, quanto bere e quando serve l'intervento.

Cosa significa avere la prostata infiammata?

Di solito significa avere una prostatite: un'infiammazione, a volte dovuta a batteri, che può comparire anche in uomini giovani. A differenza dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna, legati soprattutto al modo di urinare, la prostatite dà dolore al basso ventre, al perineo o ai genitali, bruciore e, nelle forme acute, febbre. I rimedi dipendono dalla causa: le forme batteriche si curano con gli antibiotici prescritti dal medico, mentre per quelle croniche non batteriche si usano diversi approcci, dai farmaci alla fisioterapia del pavimento pelvico. Nel linguaggio comune l'espressione si usa anche per l'ipertrofia, ma sono condizioni diverse.

La prostata ingrossata può diventare un tumore?

No. L'ipertrofia benigna non si trasforma in tumore e non aumenta il rischio di cancro alla prostata. Le due condizioni però sono entrambe frequenti con l'età e possono essere presenti insieme: per questo i disturbi vanno sempre valutati dal medico.

Un PSA (antigene prostatico specifico) alto significa tumore della prostata?

Non necessariamente. Questo valore può salire anche per l'ipertrofia, una prostatite o dopo uno sforzo sulla zona, come un lungo giro in bicicletta. Il risultato va interpretato dal medico insieme alla visita e, se serve, ad altri esami. Chi assume finasteride o dutasteride deve saperlo, perché questi farmaci lo dimezzano.

Che cosa significa l'impronta della prostata sulla vescica?

È un termine dei referti ecografici: indica che la parte centrale dell'organo è cresciuta verso l'alto e sporge al suo interno. È frequente quando il volume aumenta e, se la sporgenza è marcata, può ostacolare lo svuotamento. Da sola non è un tumore né una malattia da curare: l'urologo la valuta insieme ai disturbi, al flusso e al residuo dopo aver urinato.

Cosa fare se la prostata è disomogenea?

«Disomogenea» descrive un aspetto non uniforme del tessuto nelle immagini ecografiche ed è comune dopo i 50 anni: può dipendere dall'ipertrofia, da piccole calcificazioni o da vecchie infiammazioni. Da solo non indica un tumore. Conviene mostrare il referto all'urologo, che lo interpreta insieme alla visita, agli esami del sangue e ai disturbi e, se serve, propone altri esami come la risonanza magnetica.

La serenoa funziona?

La revisione Cochrane più recente, su 27 studi, non ha trovato un miglioramento dei sintomi rilevante per il paziente con la serenoa da sola. Un estratto specifico ottenuto con esano ha dato qualche risultato su getto e risvegli notturni, e le linee guida europee lo considerano un'opzione con raccomandazione debole per chi vuole evitare gli effetti collaterali dei farmaci.

La prostata ingrossata può influire sulla vita sessuale?

Sì, in parte. I sintomi urinari moderati o gravi si associano più spesso a disfunzione erettile e a disturbi dell'eiaculazione, anche perché condividono fattori come età, diabete e sovrappeso. Anche le cure incidono: gli alfa-litici possono ridurre o eliminare l'eiaculazione, finasteride e dutasteride possono ridurre libido ed erezione in una parte degli uomini, mentre il tadalafil può migliorare anche l'erezione. Se questi aspetti preoccupano, conviene parlarne con l'urologo prima di scegliere la terapia.

Bisogna bere meno se si deve urinare spesso di notte?

Solo la sera. Ridurre i liquidi nelle 2-3 ore prima di dormire e limitare alcol e caffè aiuta, ma bere poco nel resto della giornata non serve e può favorire i calcoli. Se i risvegli notturni sono molti, il diario delle minzioni aiuta il medico a capirne la causa.

L'IPB si cura senza intervento chirurgico?

Nella maggior parte dei casi sì: molti uomini stanno bene con controlli periodici e buone abitudini o con i farmaci. L'intervento serve quando i farmaci non bastano o compaiono problemi come la ritenzione.

In sintesi

Si tratta di un disturbo benigno e molto comune dopo i 50 anni: non è un tumore, ma può rendere difficile urinare e disturbare il sonno. Si riconosce da getto debole, minzioni frequenti, urgenza e risvegli notturni; in caso di ritenzione, sangue o febbre serve subito il medico. La diagnosi si basa su visita, questionario IPSS, esame delle urine e, dopo averne parlato con il medico, PSA.

La cura va a gradini: controlli e buone abitudini se i disturbi sono lievi, poi farmaci come alfa-litici e inibitori della 5-alfa-reduttasi, e un intervento quando servono. Per gli integratori le prove sono deboli: la serenoa da sola non ha mostrato benefici rilevanti, mentre per alcuni estratti e per altre piante i dati sono limitati.

L'approccio nutraceutico GP Nutraceuticals

Un integratore non è una terapia dell'ipertrofia prostatica e non sostituisce la valutazione del medico né, quando servono, i farmaci. Può affiancare le buone abitudini descritte in questa guida, dopo che il medico ha valutato i disturbi.

ProstaCom Ultra è un integratore alimentare in compresse che associa estratti secchi di serenoa (frutto, 600 mg), semi di zucca (150 mg), foglie di ortica (100 mg), radice di scutellaria (100 mg, con 95 mg di baicalina) e Ajuga reptans (50 mg, con 5 mg di teupolioside). Le quantità si riferiscono alla dose giornaliera, una compressa.

Tra le indicazioni ammesse in etichetta:

  • serenoa e semi di zucca favoriscono la funzionalità della prostata;
  • serenoa, semi di zucca e ortica favoriscono la funzionalità delle vie urinarie;
  • la scutellaria sostiene le naturali difese dell'organismo;
  • l'ajuga contribuisce al trofismo della pelle e degli annessi cutanei.

Gli studi descritti in questa guida hanno usato preparati e quantità diversi da quelli di un integratore alimentare (per esempio 10 g al giorno di seme intero di zucca, o la radice di ortica e non le foglie), quindi i loro risultati non si possono attribuire al prodotto. Il prodotto è sconsigliato alle donne in età fertile e ai ragazzi prima della pubertà. Se assumi farmaci per l'IPB o hai febbre, sangue o difficoltà a urinare, parlane prima con il medico.

Fonti e riferimenti scientifici

Questa guida si basa su tre tipi di fonti: le linee guida delle società scientifiche, fonti istituzionali come l'Agenzia europea dei medicinali e studi scientifici pubblicati su riviste peer-reviewed, tra cui revisioni sistematiche e studi clinici randomizzati.

Linee guida e fonti istituzionali

  • European Association of Urology. EAU Guidelines on the Management of Non-neurogenic Male LUTS. uroweb.org
  • Lerner LB, McVary KT, Barry MJ, et al. Management of lower urinary tract symptoms attributed to benign prostatic hyperplasia: AUA guideline part I – initial work-up and medical management. J Urol. 2021. doi.org
  • European Medicines Agency, Committee on Herbal Medicinal Products. European Union herbal monograph on Urtica dioica L., Urtica urens L., radix. 2025. ema.europa.eu
  • Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari. eur-lex.europa.eu

Serenoa

  • Franco JVA, Trivisonno L, Sgarbossa NJ, et al. Serenoa repens for the treatment of lower urinary tract symptoms due to benign prostatic enlargement. Cochrane Database Syst Rev. 2023. doi.org
  • Barry MJ, Meleth S, Lee JY, et al. Effect of increasing doses of saw palmetto extract on lower urinary tract symptoms: a randomized trial. JAMA. 2011. PMID: 21954478
  • Novara G, Giannarini G, Alcaraz A, et al. Efficacy and safety of hexanic lipidosterolic extract of Serenoa repens (Permixon) in the treatment of lower urinary tract symptoms due to benign prostatic hyperplasia: systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Eur Urol Focus. 2016. doi.org

Altri fitoterapici

  • Vahlensieck W, Theurer C, Pfitzer E, et al. Effects of pumpkin seed in men with lower urinary tract symptoms due to benign prostatic hyperplasia in the one-year, randomized, placebo-controlled GRANU study. Urol Int. 2015. doi.org
  • Lopatkin N, Sivkov A, Walther C, et al. Long-term efficacy and safety of a combination of sabal and urtica extract for lower urinary tract symptoms: a placebo-controlled, double-blind, multicenter trial. World J Urol. 2005. doi.org
  • Wilt T, Ishani A, MacDonald R, et al. Pygeum africanum for benign prostatic hyperplasia. Cochrane Database Syst Rev. 2002. doi.org
  • Wilt T, Ishani A, MacDonald R, et al. Beta-sitosterols for benign prostatic hyperplasia. Cochrane Database Syst Rev. 1999. doi.org

Cronologia degli aggiornamenti

Aggiorniamo questa guida quando escono nuove linee guida o studi rilevanti.

Versione 1.0 – Ottobre 2026

Prima pubblicazione. Fonti principali: linee guida EAU e AUA sui disturbi urinari maschili, revisione Cochrane sulla serenoa (2023), monografia EMA sulla radice di ortica, studi clinici su serenoa, semi di zucca, ortica, pygeum e beta-sitosterolo.

Back to top
}