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Coppia che beve acqua alla finestra, guide sulle vie urinarie Coppia che beve acqua alla finestra, guide sulle vie urinarie

Calcoli renali e coliche: cosa sono, sintomi, cure e prevenzione

· @GPNutraceuticals

I calcoli renali sono piccoli aggregati di sali minerali che si formano nei reni quando l'urina è troppo concentrata. Quelli sotto i 4-5 mm di solito escono da soli, mentre quelli più grandi richiedono un trattamento, come la litotrissia o l'endoscopia. Il sintomo tipico è la colica renale, un dolore intenso al fianco che si irradia verso l'inguine. La prevenzione più efficace è bere molto: arrivare ad almeno 2 litri di urina al giorno riduce le recidive di oltre la metà. Sono un disturbo comune: in Italia ne soffrono circa 3 uomini e 2 donne su 20, più spesso tra i 30 e i 60 anni.

In questa guida scopri cause, sintomi e cure, quando andare al pronto soccorso, come prevenire nuovi episodi e che cosa dicono gli studi su citrati e integratori.

Tempo di lettura: 11 minuti

Ultimo aggiornamento: Ottobre 2026

Revisione scientifica: Team GP Nutraceuticals

Fonti principali: linee guida EAU sulla calcolosi urinaria, Istituto Superiore di Sanità, revisioni Cochrane su acqua e citrati, studi clinici su citrato di potassio e fillanto


Che cosa sono i calcoli renali?

I reni filtrano il sangue e producono le urine. I calcoli renali si formano quando alcune sostanze presenti nelle urine diventano troppo concentrate, o quando mancano quelle che normalmente ostacolano la cristallizzazione, come il citrato. Sostanze come calcio, fosfato e altri sali formano allora cristalli che possono aggregarsi in calcoli di dimensioni variabili: dai granelli simili alla sabbia, la cosiddetta renella, fino a qualche centimetro.

I calcoli renali, o calcolosi renale (in termini medici nefrolitiasi), sono comuni: secondo l'Istituto Superiore di Sanità riguardano circa 3 uomini e 2 donne su 20, soprattutto tra i 30 e i 60 anni, e sono rari prima dei 20. Chi ha avuto un calcolo ha un'alta probabilità di sviluppare calcoli di nuovo: in uno studio italiano, senza misure preventive, più di una persona su quattro ha avuto un nuovo calcolo entro cinque anni.

Tipi di calcoli

I calcoli si distinguono in base alla loro composizione:

  • calcoli di calcio, circa il 75% del totale, soprattutto di ossalato di calcio, da solo o con fosfato di calcio;
  • calcoli di acido urico, favoriti da urine acide;
  • calcoli di struvite, legati ad alcune infezioni urinarie;
  • calcoli di cistina, rari e dovuti a una malattia ereditaria.

Conoscere il tipo di calcolo, grazie all'analisi del calcolo espulso o rimosso, serve a scegliere la prevenzione più adatta.

Calcoli renali: i 5 punti chiave

Il messaggio centrale della guida in cinque punti: i calcoli renali sono comuni, tendono a tornare e si prevengono soprattutto bevendo di più.

  • Riguardano circa 3 uomini e 2 donne su 20; circa tre calcoli su quattro sono di calcio.
  • Le coliche sono un dolore forte al fianco: febbre, vomito incontrollabile o dolore che non passa richiedono il pronto soccorso.
  • I calcoli sotto i 4-5 mm di solito escono da soli; per quelli più grandi esistono litotrissia ed endoscopia.
  • Bere abbastanza da produrre almeno 2 litri di urina al giorno più che dimezza il rischio di nuovi episodi.
  • Nei calcoli ricorrenti il medico può prescrivere il citrato di potassio; gli integratori possono affiancare, non sostituire, queste misure.

Cosa troverai in questa guida

La guida parte da che cosa sono i calcoli, passa a cause, sintomi e cure e si chiude con prevenzione, integratori e domande frequenti.

  • Cause e fattori di rischio.
  • Sintomi più comuni e quando andare al pronto soccorso.
  • Diagnosi e trattamento.
  • Prevenzione: acqua, alimentazione e farmaci.
  • Cosa dicono gli studi su citrati e integratori.
  • Domande frequenti.

Questa guida ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati.


Quali sono le cause della calcolosi renale?

Nella maggior parte dei casi la formazione dei calcoli renali non ha una sola causa, ma dipende dall'insieme di urine troppo concentrate e di abitudini o condizioni che aumentano le sostanze che cristallizzano. I principali fattori di rischio sono:

  • bere poco, soprattutto con il caldo o sudando molto;
  • una dieta ricca di sale, proteine di origine animale e zuccheri e povera di fibre;
  • sovrappeso e obesità;
  • familiarità e precedenti calcoli;
  • alcune malattie o interventi dell'intestino, l'iperparatiroidismo e malattie ereditarie come la cistinuria;
  • alcuni farmaci, che il medico può valutare caso per caso.

Un errore frequente è ridurre il calcio nella dieta: con meno calcio l'intestino assorbe più ossalato, che passa nelle urine e può favorire la formazione dei calcoli.

Quali sono i sintomi dei calcoli renali e della colica renale?

I calcoli possono restare a lungo nel rene, nei calici renali, senza dare disturbi: spesso non manifestano sintomi e vengono scoperti per caso con un'ecografia. La manifestazione dei sintomi inizia quando un calcolo si sposta e blocca l'uretere, il sottile canale che scende verso la vescica: compare allora la colica renale, insieme ad altri sintomi associati:

  • dolore improvviso e molto intenso al fianco o nella parte bassa della schiena, spesso descritto come "una coltellata", che si irradia verso l'addome e l'inguine;
  • irrequietezza: non si trova una posizione che dia sollievo;
  • nausea e vomito;
  • bisogno frequente di urinare, bruciore durante la minzione o presenza di sangue nelle urine.

Quando rivolgersi al medico per i calcoli renali?

Conviene parlarne con il medico anche senza urgenza dopo un primo calcolo, se le coliche si ripetono o se un'ecografia ha trovato calcoli per caso: gli esami aiutano a capirne la causa e a impostare la prevenzione. Bisogna invece andare subito al pronto soccorso in caso di:

  • febbre di 38 °C o più con brividi, o urine torbide e maleodoranti, possibili segni di un'infezione;
  • dolore che non migliora un'ora dopo gli antidolorifici;
  • vomito che impedisce di bere;
  • difficoltà o impossibilità a urinare;
  • donne in gravidanza, persone con un solo rene o con malattie renali note.

Un calcolo che blocca un rene infetto è un'emergenza: in questi casi il rene va drenato subito, prima di occuparsi del calcolo.

Qual è il trattamento dei calcoli renali?

Come si diagnosticano i calcoli renali?

La presenza dei calcoli si conferma con la visita, l'esame delle urine, che cerca sangue e segni di infezione, e gli esami del sangue per la funzione renale. Tra gli esami per immagini l'ecografia è spesso il primo, perché è semplice e non usa radiazioni; la TAC senza mezzo di contrasto è l'esame più preciso per rilevare i calcoli e misurarne dimensioni e posizione. La terapia dipende da questi elementi e dai sintomi: si può attendere che il calcolo esca da solo oppure intervenire per rimuovere i calcoli.

Espulsione spontanea e farmaci

I calcoli molto piccoli, sotto i 4 mm circa, di solito escono da soli, mentre per quelli di 6-7 mm o più serve in genere un trattamento. Il dolore si controlla di solito con gli antinfiammatori. Per i calcoli nell'ultimo tratto dell'uretere il medico può prescrivere farmaci che rilassano l'uretere e ne facilitano l'uscita. Durante l'attesa conviene urinare in un filtro o in un colino per recuperare il calcolo e farlo analizzare.

Litotrissia, ureteroscopia e percutanea

  • Litotrissia extracorporea (ESWL): onde d'urto applicate dall'esterno frantumano il calcolo; è spesso la prima scelta per i calcoli che non escono da soli, a volte con più sedute.
  • Ureteroscopia: uno strumento sottile risale il tratto delle vie urinarie fino al calcolo e lo frantuma con il laser, in anestesia.
  • Nefrolitotomia percutanea: in presenza di grossi calcoli, che vengono rimossi attraverso un piccolo foro nel fianco.

La chirurgia tradizionale oggi è riservata a meno dell'1% dei casi. Dopo un calcolo, soprattutto se è il secondo, il medico può prescrivere esami del sangue e delle urine delle 24 ore per capire perché si è formato e impostare la prevenzione.

Prevenzione dei calcoli renali: cosa bere e cosa mangiare?

La prevenzione conta perché i calcoli tendono a tornare. Le misure di base, utili a prevenire la formazione di calcoli renali di quasi tutti i tipi, sono semplici e alla portata di tutti.

Bere di più

È la misura con le prove più solide per ridurre il rischio. In uno studio italiano su persone al primo calcolo, chi beveva abbastanza da produrre almeno 2 litri di urina al giorno ha avuto un nuovo calcolo nel 12% dei casi in cinque anni, contro il 27% di chi non aveva cambiato abitudini. Le linee guida europee consigliano di bere 2,5-3 litri al giorno, distribuiti nell'arco della giornata. L'acqua è la scelta migliore; meglio invece limitare le bibite zuccherate.

Alimentazione

  • Calcio in quantità normale, circa 1.000-1.200 mg al giorno da latte, yogurt e formaggi: in uno studio italiano su uomini con calcoli ricorrenti, una dieta con calcio normale e meno sale e proteine animali ha quasi dimezzato le recidive rispetto alla dieta povera di calcio.
  • Poco sale, non più di 4-5 grammi al giorno, perché il sodio porta a un eccesso di calcio nelle urine.
  • Proteine animali moderate (carne, pesce, salumi), che rendono le urine più acide.
  • Frutta e verdura ogni giorno, che apportano potassio e citrati.
  • Peso adeguato e attività fisica regolare.

Per i calcoli di ossalato di calcio il medico può consigliare di moderare le verdure ricche di ossalati, come spinaci, bietole e rabarbaro, senza però eliminare il calcio.

Quando servono i farmaci

Nelle persone con calcoli ricorrenti il medico può prescrivere farmaci in base agli esami: per esempio il citrato di potassio quando i citrati nelle urine sono bassi, i diuretici tiazidici quando il calcio urinario è alto o l'allopurinolo quando è alto l'acido urico.

Integratori e citrati per i calcoli renali: cosa dicono gli studi?

Il citrato è la sostanza più studiata: si lega al calcio, ostacola la formazione dei cristalli di calcio e riduce l'acidità delle urine. Negli studi è stato usato soprattutto come farmaco, a dosi decise dal medico; le prove sulle piante sono più limitate.

Evidenza scientifica e claim regolatorio sono due cose diverse. Un'indicazione ammessa in etichetta descrive una funzione fisiologica riconosciuta da un'autorità e non dimostra che un prodotto prevenga i calcoli. Allo stesso modo, uno studio favorevole non autorizza da solo un claim.

Gli studi su citrati e piante

Sostanza

Dosi negli studi

Cosa dicono gli studi

Qualità delle prove

Citrato di potassio (o di potassio e sodio)

30-60 mEq al giorno, circa 3-6,5 g

In una revisione Cochrane di 7 studi randomizzati, rischio di formare altri calcoli ridotto di circa tre quarti rispetto a placebo o nessun trattamento; più frequenti i disturbi di stomaco e gli abbandoni

Moderata

Citrato di potassio e magnesio

42 mEq di potassio, 21 mEq di magnesio e 63 mEq di citrato al giorno

In uno studio randomizzato su 64 persone con calcolosi di calcio ricorrente, formazione di nuovi calcoli in 3 anni nel 13% dei casi contro il 64% con placebo

Moderata

Integratore a base di lime

Circa 55 mEq di citrato al giorno, per 2 anni

In uno studio randomizzato su 173 persone dopo la rimozione dei calcoli, recidive nel 14% dei casi contro il 45% con placebo

Moderata (un solo studio)

Fillanto (Phyllanthus niruri)

450 mg tre volte al giorno, per 3 mesi

In uno studio randomizzato su 69 persone nessuna differenza complessiva negli esami delle urine; calcio urinario ridotto solo nel sottogruppo con calcio alto; nessun effetto sull'espulsione dei calcoli o sul dolore

Bassa

Citrati di potassio e magnesio con fillanto

244 mg di citrato di potassio, 735 mg di citrato di magnesio e 220 mg di fillanto al giorno, con un altro estratto, per 6 mesi

In uno studio senza gruppo di controllo su 82 persone, meno episodi dolorosi e un terzo dei pazienti senza calcoli a 6 mesi; senza confronto non si può attribuire l'effetto al prodotto

Molto bassa

Quanto citrato serve?

Negli studi favorevoli le dosi di citrato di potassio sono di 30-60 mEq al giorno, cioè circa 3-6,5 g, e vengono decise dal medico in base agli esami. Il potassio in eccesso può essere pericoloso per chi ha una malattia renale o assume farmaci che trattengono il potassio, come alcuni diuretici, ACE-inibitori e sartani: per questo il citrato a dosi terapeutiche va usato sotto controllo medico.

Che cosa può dichiarare un integratore

Il Regolamento (UE) 432/2012 non prevede claim sui calcoli renali né sulla loro prevenzione. Per i nutrienti di questa sezione sono autorizzati claim generali: il potassio contribuisce alla normale funzione muscolare, al normale funzionamento del sistema nervoso e al mantenimento di una normale pressione sanguigna; il magnesio contribuisce all'equilibrio elettrolitico. Per alcune piante, come la betulla, il Ministero della Salute ammette indicazioni sulla funzionalità delle vie urinarie e sul drenaggio dei liquidi corporei.

Domande frequenti sui calcoli renali

Le risposte brevi ai dubbi più frequenti: quanta acqua bere, se eliminare il calcio, quali alimenti evitare, se il limone aiuta, se un calcolo si può sciogliere e cosa succede al pronto soccorso per una colica.

Quanta acqua bisogna bere per prevenire i calcoli renali?

Le linee guida europee consigliano di bere molta acqua: 2,5-3 litri al giorno, distribuiti nella giornata, e di più con il caldo o facendo sport. Un buon segnale è il colore dell'urina: deve essere chiaro.

Chi ha i calcoli deve eliminare il calcio?

No. Una dieta povera di calcio, al contrario di quanto si pensa, aumenta il rischio di calcoli renali. Meglio assumere una quantità normale di calcio, ridurre il sale e moderare le proteine animali.

Quali alimenti evitare con i calcoli renali?

Più che eliminare singoli cibi conviene limitare sale, proteine animali in eccesso e bibite zuccherate. Per alcuni tipi di calcoli il medico può dare consigli mirati, come moderare spinaci, bietole e rabarbaro oppure, per quelli di acido urico, ridurre il consumo di carne, pesce e frutti di mare.

Il limone aiuta contro i calcoli renali?

Il succo di limone contiene citrato, ma le quantità di una normale limonata spesso non bastano a cambiare in modo rilevante il citrato nelle urine. Un integratore a base di lime con circa 55 mEq di citrato al giorno ha ridotto il ritorno dei calcoli in uno studio, ma non sostituisce la terapia decisa dal medico.

Cosa bere per sciogliere un calcolo renale?

Nessuna bevanda riesce a sciogliere i calcoli che contengono calcio, i più comuni: l'acqua aiuta quelli piccoli a uscire e riduce il rischio che se ne formino altri, ma non li scioglie. Solo quelli di acido urico possono sciogliersi, con una terapia che alza il pH delle urine: il medico può prescrivere il citrato di potassio e controlla nel tempo che il calcolo si riduca. Succhi, tisane e rimedi naturali non hanno dimostrato di scioglierli.

I calcoli renali tornano?

Spesso sì: avere calcoli renali una volta aumenta il rischio di averne altri. In uno studio italiano più di una persona su quattro ha avuto un nuovo calcolo entro cinque anni senza misure preventive, mentre bere di più ha più che dimezzato questo rischio.

Cosa fanno al pronto soccorso per una colica renale?

Si controlla prima il dolore, di solito con antinfiammatori per iniezione, poi si eseguono esami delle urine e del sangue e un'ecografia o una TAC per confermare la presenza di calcoli e localizzarli. Se il calcolo è piccolo si può attendere che esca da solo; se c'è febbre o il rene è ostruito può servire un drenaggio urgente.

In sintesi

I calcoli renali sono comuni, tendono a tornare e si manifestano con coliche, cioè un dolore intenso al fianco. I calcoli piccoli di solito escono da soli, quelli più grandi si trattano con litotrissia o endoscopia; febbre, vomito incontrollabile o dolore che non passa richiedono il pronto soccorso.

La prevenzione si basa soprattutto su acqua, poco sale, calcio normale e proteine animali moderate. Nei calcoli ricorrenti il citrato di potassio indicato dal medico riduce le ricadute; per le piante le prove sono ancora limitate.

L'approccio nutraceutico GP Nutraceuticals

Un integratore non cura i calcoli e non sostituisce l'acqua, l'alimentazione corretta e i farmaci prescritti dal medico. Può affiancare queste misure.

CalcoSin® Ultra è un integratore alimentare in bustine che associa citrato di potassio e citrato di magnesio a estratti di fillanto, betulla, spaccapietra, parietaria e ononide. Una bustina al giorno, sciolta in un bicchiere d'acqua, apporta 600 mg di potassio, 100 mg di magnesio e circa 1,6 g di citrati.

Tra le indicazioni ammesse per i suoi componenti:

  • il potassio contribuisce alla normale funzione muscolare, al normale funzionamento del sistema nervoso e al mantenimento di una normale pressione sanguigna;
  • il magnesio contribuisce all'equilibrio elettrolitico;
  • il fillanto favorisce la funzionalità dell'apparato urinario; betulla, spaccapietra e parietaria favoriscono la funzionalità delle vie urinarie;
  • spaccapietra, parietaria e ononide favoriscono il drenaggio dei liquidi corporei.

Il potassio di una bustina corrisponde a circa 15 mEq, meno delle dosi di citrato di potassio usate negli studi: i risultati di quegli studi non si possono quindi attribuire al prodotto, che non sostituisce il citrato indicato dal medico. Chi ha una malattia renale o assume farmaci che trattengono il potassio deve consultare il medico prima dell'uso.

Fonti e riferimenti scientifici

Questa guida si basa su tre tipi di fonti: le linee guida delle società scientifiche, fonti istituzionali come l'Istituto Superiore di Sanità e studi scientifici pubblicati su riviste peer-reviewed, tra cui revisioni sistematiche e studi clinici randomizzati.

Linee guida e fonti istituzionali

  1. European Association of Urology. EAU Guidelines on Urolithiasis. uroweb.org
  2. Istituto Superiore di Sanità – ISSalute. Calcoli renali. issalute.it
  3. Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari. eur-lex.europa.eu

Acqua e alimentazione

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  2. Bao Y, Tu X, Wei Q. Water for preventing urinary stones. Cochrane Database Syst Rev. 2020. PMID: 32045491
  3. Borghi L, Schianchi T, Meschi T, et al. Comparison of two diets for the prevention of recurrent stones in idiopathic hypercalciuria. N Engl J Med. 2002. PMID: 11784873

Citrati e piante

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  3. Dissayabutra T, Anegkamol W, Ratchanon S, et al. Lime-based supplement reduces calcium oxalate stone recurrence: a multicenter randomized controlled trial. PLoS One. 2025. PMID: 41348736
  4. Nishiura JL, Campos AH, Boim MA, et al. Phyllanthus niruri normalizes elevated urinary calcium levels in calcium stone forming (CSF) patients. Urol Res. 2004. PMID: 15221244
  5. Cai T, Tiscione D, Puglisi M, et al. Phyllanthus niruri and Chrysanthellum americanum in association with potassium and magnesium citrates are able to prevent symptomatic episode in patients affected by recurrent urinary stones: a prospective study. Arch Ital Urol Androl. 2021. PMID: 34286553

Cronologia degli aggiornamenti

Aggiorniamo questa guida quando escono nuove linee guida o studi rilevanti.

Versione 1.0 – Ottobre 2026

Prima pubblicazione. Fonti principali: linee guida EAU sulla calcolosi urinaria, Istituto Superiore di Sanità, revisioni Cochrane su acqua e citrati e studi clinici su citrato di potassio, lime e fillanto.

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