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Fertilità: età, giorni fertili, infertilità e come rimanere incinta Fertilità: età, giorni fertili, infertilità e come rimanere incinta

Fertilità: età, giorni fertili, infertilità e come rimanere incinta

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Se la gravidanza non arriva dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti, o dopo 6 mesi quando la donna ha 35 anni o più, è il momento di una valutazione specialistica di coppia: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità l'infertilità riguarda circa una persona su sei nel corso della vita. La fertilità dipende dalla salute riproduttiva di entrambi i partner, ma anche da età, equilibrio ormonale, metabolismo e stile di vita.

In questa guida analizziamo come funzionano la fertilità femminile e maschile, quali fattori la influenzano e che cosa dicono oggi le linee guida e la ricerca su alimentazione, stile di vita e nutrienti.

Tempo di lettura: 15 minuti

Ultimo aggiornamento: Ottobre 2026

Revisione scientifica: Team GP Nutraceuticals

Fonti principali: linee guida WHO 2025, American Society for Reproductive Medicine (ASRM), linea guida internazionale PCOS/PMOS 2023 e letteratura peer-reviewed


La fertilità in breve

La fertilità è uno degli indicatori più sensibili dello stato di salute generale. Non dipende soltanto dagli organi riproduttivi, ma dall'interazione tra equilibrio ormonale, metabolismo, qualità dei gameti e stile di vita, nella donna come nell'uomo.

Per questo, quando una gravidanza tarda ad arrivare, la valutazione dovrebbe coinvolgere sempre entrambi i partner: un fattore maschile è presente in circa la metà dei casi.

Punti chiave

Il messaggio centrale della guida in cinque punti: la fertilità riguarda la coppia, dipende soprattutto dall'età e da fattori su cui si può intervenire, e va valutata presto quando la gravidanza tarda.

  • L'infertilità riguarda circa una persona su sei in età riproduttiva.
  • L'età è il fattore più documentato: nella donna il calo della fertilità diventa più evidente dopo i 35 anni.
  • La finestra fertile dura circa sei giorni e termina con il giorno dell'ovulazione.
  • Peso, fumo, alcol e salute metabolica sono fattori modificabili che incidono sulla funzione riproduttiva.
  • Per gli integratori le prove sono ancora limitate: unica eccezione consolidata è l'acido folico prima del concepimento, raccomandato per la salute del nascituro.

Cosa troverai in questa guida

La guida parte dalle basi biologiche della fertilità, passa ai giorni fertili e ai fattori che la influenzano e si chiude con nutrienti, integratori e risposte alle domande più frequenti.

  • Cos'è la fertilità e quando si parla di infertilità.
  • Quali sono i giorni fertili e come aumentare le probabilità di rimanere incinta.
  • Come funziona la fertilità femminile.
  • Come funziona la fertilità maschile.
  • Cosa influisce sulla fertilità.
  • Il ruolo dello stress ossidativo.
  • Nutrienti e integratori: evidenze e claim.
  • Domande frequenti.

Questa guida ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati.


Cos'è la fertilità e quando si parla di infertilità?

La fertilità è la capacità biologica di un individuo o di una coppia di concepire una gravidanza attraverso l'incontro tra un ovocita e uno spermatozoo vitali, in condizioni favorevoli alla fecondazione, all'impianto dell'embrione nell'utero e al suo sviluppo.

La fertilità può cambiare nel corso della vita: non è una caratteristica immutabile, ma una funzione dinamica che dipende dall'età, dallo stato di salute, dall'equilibrio ormonale, dallo stile di vita e da fattori ambientali. Ed è una caratteristica della coppia: la capacità di concepire nasce dall'interazione tra la salute riproduttiva femminile e quella maschile.

Come avvengono fecondazione e concepimento?

Il concepimento richiede una sequenza complessa di eventi:

  • sviluppo e maturazione dei gameti;
  • ovulazione e spermatogenesi;
  • fecondazione;
  • trasporto dell'embrione;
  • impianto nell'endometrio;
  • mantenimento delle prime fasi della gravidanza.

L'alterazione di uno solo di questi passaggi può ridurre la probabilità di concepimento.

Quando si parla di infertilità

Si parla di infertilità quando la coppia non ottiene una gravidanza dopo 12 mesi o più di rapporti regolari non protetti, secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'American Society for Reproductive Medicine (ASRM) raccomanda di avviare la valutazione dopo 12 mesi se la donna ha meno di 35 anni e dopo 6 mesi se ha 35 anni o più, o prima se ci sono condizioni note che possono incidere sulla fertilità.

Secondo le stime WHO l'infertilità riguarda circa il 17,5% degli adulti nel corso della vita, cioè circa una persona su sei, con valori simili nei Paesi ad alto e a basso reddito. Un fattore maschile è coinvolto in circa la metà dei casi.

Quali sono le cause di infertilità femminile e maschile?

I problemi di fertilità possono riguardare la donna, l'uomo o entrambi. Le cause più frequenti di infertilità femminile sono i disturbi dell'ovulazione, come la PMOS, i problemi delle tube di Falloppio, l'endometriosi e la riduzione della riserva ovarica legata all'età. Tra le cause di infertilità maschile ci sono alterazioni nella produzione o nella qualità degli spermatozoi, il varicocele, infezioni e squilibri ormonali. In una parte dei casi, nonostante gli accertamenti, non si individua una causa precisa e si parla di infertilità inspiegata.

Non esiste un unico test di fertilità. Per la donna la valutazione comprende la verifica dell'ovulazione, il dosaggio dell'AMH, l'ecografia e lo studio della pervietà delle tube; per l'uomo lo spermiogramma. In base ai risultati lo specialista può proporre percorsi che vanno dai consigli sul periodo fertile fino alle tecniche di riproduzione assistita.

Le prime linee guida globali WHO

Nel novembre 2025 la WHO ha pubblicato la sua prima linea guida globale sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell'infertilità, con 40 raccomandazioni. Tra i punti principali: interventi sullo stile di vita (alimentazione sana, attività fisica, stop al fumo) per chi cerca una gravidanza, percorsi diagnostici che valutano sia la donna sia l'uomo, trattamenti a gradini, dai consigli sul periodo fertile fino all'inseminazione o alla fecondazione in vitro, e accesso al supporto psicologico per tutte le persone coinvolte.

Quali sono i giorni fertili e come aumentare le probabilità di rimanere incinta?

Quanto dura il periodo fertile?

La probabilità di concepimento si concentra nel periodo fertile, una finestra di circa 5-6 giorni per ciclo: i cinque giorni che precedono l'ovulazione e il giorno dell'ovulazione stesso. Gli spermatozoi possono sopravvivere alcuni giorni nelle vie genitali femminili, mentre l'ovocita resta fecondabile per poche ore: per questo, dopo l'ovulazione, la probabilità scende rapidamente. In uno studio classico pubblicato sul New England Journal of Medicine la probabilità andava dal 10% circa, con rapporti cinque giorni prima dell'ovulazione, al 33% circa nel giorno dell'ovulazione.

Come calcolare i giorni fertili e individuare l'ovulazione?

L'ovulazione avviene in genere circa 14 giorni prima della mestruazione successiva. In un ciclo regolare di 28 giorni cade quindi intorno al 14° giorno, e i giorni fertili vanno all'incirca dal 9° al 14°. Rispetto a un ciclo di 28 giorni, con cicli più lunghi o più corti l'ovulazione si sposta di conseguenza e, anche con un ciclo regolare, può variare di qualche giorno da un mese all'altro.

Per riconoscere il periodo fertile possono essere utili i metodi basati sulla conoscenza della propria fertilità (in inglese fertility awareness):

  • annotare per alcuni mesi la durata del ciclo mestruale;
  • usare i test di ovulazione, che rilevano nelle urine il picco dell'ormone LH 24-36 ore prima dell'ovulazione;
  • osservare il muco cervicale, che nei giorni fertili diventa più abbondante, trasparente ed elastico.

Come aumentare le possibilità di rimanere incinta?

Non serve programmare i rapporti con precisione: rapporti sessuali regolari, ogni due o tre giorni, coprono bene il periodo fertile e riducono l'ansia del "giorno giusto". In una coppia giovane e sana la probabilità di rimanere incinta in un singolo ciclo è di circa il 20%, e la maggior parte delle coppie riesce a rimanere incinta entro il primo anno.

Uno stile di vita sano aiuta a migliorare la fertilità di entrambi i partner: niente fumo, poco alcol, peso adeguato e attività fisica regolare. Chi desidera avere un bambino dovrebbe iniziare l'acido folico almeno un mese prima di provare a rimanere incinta. Se la gravidanza non arriva dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti, o dopo 6 mesi se la donna ha 35 anni o più, è il momento di rivolgersi a uno specialista della fertilità.

Come funziona la fertilità femminile?

La fertilità femminile dipende dall'interazione tra funzione ovarica, equilibrio ormonale, qualità degli ovociti, recettività dell'endometrio e integrità dell'apparato riproduttivo.

Durante ogni ciclo mestruale l'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio coordina la maturazione dei follicoli ovarici. In genere un solo follicolo completa lo sviluppo fino all'ovulazione e rilascia un ovocita fecondabile. Perché il concepimento avvenga servono un'ovulazione regolare, un ovocita di buona qualità, tube di Falloppio pervie, la fecondazione, un endometrio recettivo e un corretto sviluppo embrionale iniziale.

Età e fertilità: perché dopo i 35 anni la fertilità della donna diminuisce?

L'età è il fattore più documentato. La donna nasce con una riserva di ovociti già definita, che si riduce progressivamente: con gli anni diminuiscono sia il numero sia la qualità degli ovociti e aumentano le alterazioni cromosomiche. Il periodo di maggiore fertilità nella vita di una donna è tra i 20 e i 30 anni; dopo i 30 la fertilità cala gradualmente, più rapidamente dopo i 35 e ancora di più dopo i 37 anni. Secondo l'American Society for Reproductive Medicine, a 30 anni la probabilità di concepire in un singolo ciclo è di circa il 20%, a 40 anni scende sotto il 5%. Tra i 45 e i 50 anni è raro rimanere incinta in modo spontaneo, anche se la menopausa arriva in media intorno ai 50 anni. Il declino della fertilità varia comunque molto da donna a donna.

Riserva ovarica: cosa misura l'AMH?

La fertilità di una donna dipende anche dalla sua riserva ovarica. Nella valutazione specialistica si usano il dosaggio dell'ormone anti-mülleriano (AMH) e la conta ecografica dei follicoli antrali. L'AMH è un buon indicatore della riserva ovarica, cioè della quantità di follicoli ancora presenti, ma non misura la qualità degli ovociti né permette, da solo, di prevedere la probabilità di una gravidanza spontanea.

Equilibrio endocrino e metabolismo

Fertilità e metabolismo sono strettamente collegati. La funzione ovarica risente dell'equilibrio tra ormoni riproduttivi, sensibilità all'insulina, stato nutrizionale, composizione corporea e infiammazione. Disfunzioni tiroidee, obesità, sottopeso e insulino-resistenza possono interferire con la regolarità dell'ovulazione.

PMOS: il nuovo nome della sindrome dell'ovaio policistico

La sindrome dell'ovaio policistico è una delle condizioni endocrino-metaboliche più frequenti in età riproduttiva: riguarda circa una donna su otto e rappresenta una causa frequente di infertilità da mancata ovulazione.

Nel maggio 2026, dopo un percorso internazionale durato 14 anni, la condizione ha ricevuto ufficialmente un nuovo nome: sindrome ovarica poliendocrino-metabolica (PMOS), al posto di sindrome dell'ovaio policistico (PCOS). Il cambio, pubblicato su The Lancet e sostenuto da oltre 50 società scientifiche e associazioni di pazienti, nasce da un dato preciso: nelle donne con questa condizione non c'è un reale aumento di cisti ovariche anomale, mentre sono centrali gli aspetti ormonali e metabolici, come l'insulino-resistenza. Il nuovo nome sarà adottato pienamente nell'aggiornamento della linea guida internazionale previsto per il 2028, dopo un periodo di transizione di tre anni: per questo nei referti e nella letteratura si incontreranno ancora entrambe le sigle.

Le manifestazioni possono includere cicli irregolari, alterazioni dell'ovulazione, segni di eccesso di androgeni e disturbi metabolici. Diagnosi e gestione richiedono una valutazione specialistica.

Come funziona la fertilità maschile?

La fertilità maschile dipende dalla capacità di produrre spermatozoi funzionali, geneticamente integri e in numero adeguato.

Questo processo, la spermatogenesi, avviene nei tubuli seminiferi dei testicoli e richiede circa 70-75 giorni. È regolato da un equilibrio tra ormoni, metabolismo cellulare e fattori ambientali: per questo gli spermatozoi prodotti oggi riflettono, almeno in parte, le condizioni dei circa tre mesi precedenti. È anche il motivo per cui gli effetti di un cambiamento nello stile di vita sul liquido seminale si valutano dopo qualche mese.

Cosa valuta lo spermiogramma?

Lo spermiogramma è l'esame di base della valutazione maschile e va eseguito secondo i criteri del manuale di laboratorio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (sesta edizione, 2021). Misura, tra l'altro:

  • concentrazione e numero totale di spermatozoi;
  • motilità progressiva e totale;
  • morfologia;
  • vitalità;
  • volume dell'eiaculato.

È il punto di partenza, ma non descrive completamente il potenziale fertile: uomini con valori nella norma possono avere difficoltà a concepire, mentre altri con lievi anomalie ottengono una gravidanza spontanea. I risultati vanno sempre letti nel contesto della storia clinica della coppia.

Qualità dello spermatozoo e frammentazione del DNA

Negli ultimi anni l'attenzione si è spostata dal numero alla qualità biologica degli spermatozoi. Uno spermatozoo funzionale deve avere una membrana integra, mitocondri efficienti, che forniscono l'energia per il movimento, e un DNA stabile e ben compattato.

La frammentazione del DNA spermatico indica la presenza di rotture nel materiale genetico, dovute per esempio allo stress ossidativo. Diversi studi l'hanno associata a una minore qualità seminale e a possibili effetti sugli esiti riproduttivi, ma non è un esame di primo livello: lo specialista può richiederlo in situazioni selezionate, come infertilità inspiegata, aborti ricorrenti o ripetuti insuccessi nella procreazione medicalmente assistita.

Età e fertilità maschile

L'uomo conserva in genere più a lungo la capacità riproduttiva, ma anche la fertilità maschile cambia con l'età: diversi studi osservano un peggioramento graduale di motilità e morfologia e un possibile aumento della frammentazione del DNA in età più avanzata, soprattutto dopo i 45-50 anni. La diminuzione della fertilità è però più graduale che nella donna e molto variabile da persona a persona: non esiste un'età oltre la quale venga meno.

Cosa influisce sulla fertilità maschile e femminile?

Nella maggior parte dei casi non esiste una sola causa, ma una combinazione di diversi fattori. Tra i fattori riconosciuti dalla letteratura scientifica ci sono:

  • età;
  • equilibrio ormonale e stato metabolico;
  • peso corporeo;
  • alimentazione e attività fisica;
  • qualità del sonno;
  • fumo e alcol;
  • infezioni sessualmente trasmesse non trattate;
  • esposizione a sostanze ambientali;
  • stress psicofisico;
  • eventuali patologie concomitanti.

Il peso di ciascun fattore varia da persona a persona: per questo la valutazione richiede sempre un approccio personalizzato.

Alimentazione

Non esiste una dieta in grado di garantire il concepimento, ma modelli alimentari ricchi di verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce, olio extravergine di oliva e frutta secca sono associati a una migliore salute metabolica, che a sua volta favorisce la funzione riproduttiva. Al contrario, un consumo elevato di alimenti ultraprocessati, zuccheri aggiunti e grassi di bassa qualità può favorire alterazioni metaboliche e infiammatorie.


Lo sapevi? Fertilità e salute generale

La salute riproduttiva riflette spesso lo stato di salute generale. Alimentazione, attività fisica, sonno e benessere metabolico contano non solo per la fertilità, ma anche per la prevenzione di molte malattie croniche.


Peso corporeo

Sia il sottopeso sia il sovrappeso possono alterare l'equilibrio ormonale. Nella donna possono rendere irregolare l'ovulazione; nell'uomo possono influenzare i livelli di testosterone e alcuni parametri del liquido seminale. L'obiettivo non è un peso "ideale", ma uno stato metabolico favorevole alla salute complessiva.

Attività fisica e sonno

Un'attività fisica moderata e costante aiuta a mantenere la sensibilità all'insulina, la composizione corporea e la salute cardiovascolare. Sia la sedentarietà sia allenamenti molto intensi e prolungati possono invece alterare l'equilibrio ormonale nelle persone predisposte. Anche dormire a sufficienza e con orari regolari contribuisce al corretto funzionamento dei sistemi endocrini coinvolti nella riproduzione.

Fumo, alcol e fattori ambientali

Il fumo è uno dei fattori di rischio su cui la linea guida WHO 2025 chiede di intervenire, insieme alle infezioni sessualmente trasmesse non trattate, che possono causare infertilità danneggiando le tube. Fumo e consumo eccessivo di alcol influiscono negativamente sulla fertilità: sono associati a una peggiore qualità degli ovociti e del liquido seminale. Anche alcune esposizioni professionali o ambientali, come pesticidi, solventi, metalli pesanti e interferenti endocrini, possono influire sulla fertilità e sono oggetto di ricerca: l'effetto dipende da intensità, durata e caratteristiche individuali.

Che ruolo ha lo stress ossidativo nella fertilità?

Le cellule producono continuamente specie reattive dell'ossigeno (ROS), molecole che in piccole quantità sono indispensabili: negli spermatozoi, per esempio, partecipano alla maturazione e alla capacità di fecondare. L'organismo dispone di sistemi antiossidanti che mantengono questo equilibrio.

Quando la produzione di ROS supera le difese si parla di stress ossidativo. Nell'uomo può danneggiare membrane, mitocondri e DNA degli spermatozoi; nella donna è stato associato a modifiche dell'ambiente follicolare, della qualità degli ovociti e delle prime fasi dello sviluppo embrionale. È uno dei meccanismi più studiati in medicina della riproduzione e potrebbe spiegare una parte dei casi di infertilità maschile senza causa apparente.

Sapere che lo stress ossidativo è coinvolto, però, non significa che assumere antiossidanti migliori la fertilità: è una domanda diversa, a cui gli studi clinici danno per ora risposte incerte (vedi la sezione sugli integratori).

Punti chiave sullo stress ossidativo

  • Non è una malattia, ma uno squilibrio biologico.
  • Piccole quantità di ROS sono necessarie al normale funzionamento delle cellule.
  • Un eccesso può interferire con diversi processi della riproduzione.
  • Fumo, obesità, alcol e alcune esposizioni ambientali aumentano lo stress ossidativo; alimentazione e stile di vita contribuiscono a mantenere l'equilibrio.

Si può aumentare la fertilità con nutrienti e integratori?

Molti nutrienti sono stati studiati per il loro possibile ruolo nella salute riproduttiva. Per orientarsi servono due domande distinte: che cosa suggeriscono gli studi e che cosa la normativa consente di dichiarare in etichetta.

Evidenza scientifica e claim regolatorio sono due cose diverse. Un'indicazione ammessa in etichetta descrive una funzione fisiologica riconosciuta da un'autorità e non dimostra che un prodotto aiuti a ottenere una gravidanza. Allo stesso modo, uno studio favorevole non autorizza da solo un claim.

Che cosa suggeriscono gli studi

Nutriente Che cosa suggeriscono gli studi Note
Acido folico Prima del concepimento riduce il rischio di difetti del tubo neurale nel nascituro: l'Istituto Superiore di Sanità raccomanda 0,4 mg al giorno da almeno un mese prima del concepimento fino al terzo mese di gravidanza. Non è un trattamento per l'infertilità: nell'uomo, acido folico e zinco ad alte dosi non hanno migliorato qualità seminale e nascite in un ampio studio randomizzato (2.370 uomini). Raccomandato a tutte le donne che cercano una gravidanza.
Mio-inositolo Nelle donne con PMOS (PCOS) la revisione alla base della linea guida internazionale 2023 indica possibili benefici su alcuni parametri metabolici, ma prove limitate e non conclusive sugli esiti riproduttivi, compresa l'ovulazione. La linea guida ne consente l'uso in base alle preferenze individuali. Ben tollerato; lievi disturbi gastrointestinali.
Antiossidanti nell'uomo (coenzima Q10, L-carnitina, vitamine C ed E, selenio, zinco e associazioni) La revisione Cochrane 2022 (90 studi, oltre 10.000 uomini) indica un possibile aumento di gravidanze e nascite, con certezza molto bassa: escludendo gli studi a rischio elevato di bias, l'effetto sulle nascite non è più dimostrato. Lo studio randomizzato MOXI non ha trovato benefici su parametri seminali e nascite. Possibili lievi disturbi gastrointestinali.
Coenzima Q10 nella donna In donne con ridotta riserva ovarica sottoposte a fecondazione in vitro, una meta-analisi di 6 studi randomizzati (2024) suggerisce più gravidanze cliniche; studi piccoli e di qualità metodologica limitata. Dati riferiti alla procreazione assistita, non al concepimento spontaneo.
Vitamina D Gli studi osservazionali associano livelli adeguati a migliori esiti riproduttivi, ma il beneficio dell'integrazione sulla fertilità non è dimostrato. Correggere un'eventuale carenza resta utile per la salute generale.
Astaxantina Pochi studi clinici, soprattutto sui parametri seminali; dati preliminari. Servono studi più ampi.

Due elementi aiutano a leggere questi dati:

  • molti studi misurano parametri di laboratorio, come motilità o frammentazione del DNA, e non le nascite, che sono l'esito che conta davvero;
  • formulazioni e dosi cambiano molto da uno studio all'altro: il risultato su un ingrediente non si trasferisce automaticamente a un prodotto.

Che cosa può dichiarare un integratore

Vitamine e minerali. Le indicazioni sono valutate dall'EFSA e autorizzate dal Regolamento (UE) 432/2012. Descrivono funzioni fisiologiche, non la capacità di favorire una gravidanza:

  • lo zinco contribuisce alla normale fertilità e alla normale riproduzione, al mantenimento di livelli normali di testosterone nel sangue e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;
  • il selenio contribuisce alla normale spermatogenesi e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;
  • il folato contribuisce alla crescita dei tessuti materni in gravidanza, alla normale sintesi degli aminoacidi e al processo di divisione delle cellule;
  • le vitamine C ed E contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Acido folico in gravidanza. Il Regolamento (UE) 1135/2014 autorizza inoltre un'indicazione di riduzione del rischio: l'integrazione di acido folico aumenta i livelli di folati della madre, e bassi livelli sono un fattore di rischio per i difetti del tubo neurale nel feto. È ammessa per prodotti che apportano almeno 400 µg al giorno, assunti da almeno un mese prima a tre mesi dopo il concepimento.

Altri composti. Mio-inositolo, coenzima Q10, L-carnitina, acido alfa-lipoico e astaxantina non hanno indicazioni sulla salute autorizzate nell'Unione Europea: la loro presenza in un prodotto non equivale a una prova di efficacia.

Domande frequenti sulla fertilità

Qui trovi risposte brevi alle domande più comuni su fertilità, infertilità e gravidanza. Ogni tema è approfondito nelle sezioni precedenti della guida.

Dopo quanto tempo senza gravidanza rivolgersi a uno specialista?

Sotto i 35 anni, dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti senza gravidanza; a partire dai 35 anni, già dopo 6 mesi. Prima, se ci sono condizioni già note: cicli molto irregolari o assenti, endometriosi, precedenti interventi o infezioni pelviche, sospette alterazioni del liquido seminale o altre patologie endocrine e metaboliche. La valutazione dovrebbe riguardare entrambi i partner.

Dopo quale età la fertilità diminuisce?

La fertilità femminile inizia a diminuire gradualmente dopo i 30 anni, in modo più evidente dopo i 35 e ancora di più dopo i 37, per la riduzione del numero e della qualità degli ovociti. Nell'uomo il declino è più graduale e diventa più evidente dopo i 45-50 anni.

Qual è la probabilità di rimanere incinta dopo i 40 anni e a 45-47 anni?

Diminuisce molto. Secondo l'American Society for Reproductive Medicine, a 40 anni la probabilità di concepire in un singolo ciclo è inferiore al 5%. Dopo i 45 anni una gravidanza spontanea con i propri ovociti è rara e il rischio di aborto spontaneo è molto più alto; anche con la fecondazione assistita con ovociti propri le probabilità di successo sono basse, e a questa età si ricorre spesso alla donazione di ovociti. Per questo, se si desidera avere un bambino dopo i 40 anni, è utile parlarne presto con uno specialista della fertilità.

Quanto tempo serve in media per avere un bambino?

In una coppia giovane e sana la probabilità di concepire in ogni ciclo è di circa il 20%. Quando la donna ha meno di 40 anni, oltre l'80% delle coppie concepisce entro il primo anno; tra quelle che non ci riescono dopo un anno di rapporti, circa la metà ottiene una gravidanza nel secondo anno, così che entro due anni di tentativi si supera il 90%. Per le donne sopra i 35 anni i tempi tendono ad allungarsi.

Si può rimanere incinta con un ciclo mestruale irregolare?

Sì, ma l'ovulazione è meno prevedibile e può essere meno frequente, quindi calcolare i giorni fertili è più difficile. Cicli molto irregolari o assenti possono indicare un disturbo dell'ovulazione, come la PMOS o un problema alla tiroide: in questi casi è utile parlarne con il medico senza aspettare 12 mesi.

Che cos'è l'AMH?

È l'ormone anti-mülleriano, prodotto dai follicoli ovarici nelle prime fasi di sviluppo. Indica la riserva ovarica, cioè quanti follicoli sono ancora presenti nelle ovaie, ma non misura la qualità degli ovociti e da solo non prevede la probabilità di una gravidanza spontanea.

PCOS e PMOS sono la stessa cosa?

Sì. Dal maggio 2026 la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) si chiama ufficialmente sindrome ovarica poliendocrino-metabolica (PMOS). Il nuovo nome sottolinea gli aspetti ormonali e metabolici della condizione e sarà adottato pienamente dalle linee guida internazionali nel 2028: nel frattempo si useranno entrambe le sigle.

Che cos'è la frammentazione del DNA spermatico?

Indica la presenza di rotture nel materiale genetico degli spermatozoi. Non è un esame di routine: lo specialista può richiederlo in casi selezionati, come infertilità inspiegata, aborti ricorrenti o insuccessi ripetuti nella procreazione assistita.

Gli integratori aumentano la fertilità?

Le prove sono ancora limitate. Per gli antiossidanti nell'uomo la revisione Cochrane indica un possibile beneficio con certezza molto bassa, non confermato dagli studi più rigorosi; per il mio-inositolo nella PMOS le prove sugli esiti riproduttivi sono limitate. L'unico integratore raccomandato in modo consolidato è l'acido folico prima del concepimento, per la salute del nascituro.

Quando iniziare l'acido folico?

Il Network italiano per la promozione dell'acido folico, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, raccomanda 0,4 mg al giorno in aggiunta alla dieta a tutte le donne che pianificano o non escludono una gravidanza, da almeno un mese prima del concepimento fino al terzo mese di gravidanza. In situazioni particolari il medico può indicare dosi diverse.

Si può migliorare la fertilità?

Età e alcune condizioni genetiche non sono modificabili, ma molti fattori lo sono: smettere di fumare, limitare l'alcol, mantenere un peso adeguato, fare attività fisica regolare, dormire a sufficienza e curare eventuali patologie aiutano a preservare la funzione riproduttiva.

Fertilità e fecondità sono la stessa cosa?

Non esattamente. La fertilità indica il potenziale biologico di concepire, la fecondità la probabilità o il risultato del concepimento in un certo periodo. Nel linguaggio comune i due termini sono spesso usati come equivalenti.

Infertilità e sterilità sono la stessa cosa?

No. L'infertilità indica la difficoltà a ottenere una gravidanza dopo un periodo di rapporti regolari non protetti, o la necessità di assistenza medica per concepire. La sterilità indica una condizione in cui il concepimento spontaneo non è biologicamente possibile. Nella pratica clinica si usa prevalentemente il termine infertilità.

In sintesi

La fertilità è un equilibrio complesso tra salute riproduttiva, funzione endocrina, metabolismo e stile di vita, e riguarda sempre la coppia. L'età resta il fattore più importante, ma fumo, peso, alcol e salute metabolica sono fattori su cui si può intervenire.

Se la gravidanza non arriva dopo 12 mesi, o dopo 6 mesi oltre i 35 anni, è il momento di una valutazione specialistica di entrambi i partner.

Per gli integratori le prove sono ancora limitate e vanno lette tenendo separate le evidenze scientifiche dalle indicazioni ammesse in etichetta. L'acido folico prima del concepimento è l'unica integrazione raccomandata in modo consolidato.


L'approccio nutraceutico GP Nutraceuticals

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GoFertil Pink® – integratore alimentare per la donna che associa mio-inositolo, acido alfa-lipoico, coenzima Q10, glutatione e astaxantina a vitamine e minerali, tra cui 400 µg di acido folico. Lo zinco contribuisce alla normale fertilità e alla normale riproduzione; vitamine C, E e B2, zinco e selenio contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. In caso di percorsi di procreazione assistita o terapie in corso è consigliabile confrontarsi con lo specialista.

Per approfondire composizione e modalità d'uso è possibile consultare le rispettive schede prodotto.

Fonti e riferimenti scientifici

Questa guida è stata redatta sulla base delle principali linee guida internazionali e della letteratura scientifica peer-reviewed disponibile al momento dell'aggiornamento.

Linee guida e documenti di consenso

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  3. Forslund M, Melin J, Joham A, et al. Recent advances in polyendocrine metabolic ovarian syndrome, formerly polycystic ovary syndrome, with emphasis on endocrine and metabolic dysfunction and cardiovascular risk. J Intern Med. 2026. PMID: 42669621
  4. Agarwal A, Baskaran S, Parekh N, et al. Male infertility. Lancet. 2021;397(10271):319-333. PMID: 33308486
  5. Agarwal A, Aponte-Mellado A, Premkumar BJ, et al. The effects of oxidative stress on female reproduction: a review. Reprod Biol Endocrinol. 2012;10:49. PMID: 22748101

Nutrienti e integratori

  1. de Ligny W, Smits RM, Mackenzie-Proctor R, et al. Antioxidants for male subfertility. Cochrane Database Syst Rev. 2022;5:CD007411. PMID: 35506389
  2. Steiner AZ, Hansen KR, Barnhart KT, et al. The effect of antioxidants on male factor infertility: the Males, Antioxidants, and Infertility (MOXI) randomized clinical trial. Fertil Steril. 2020. PMID: 32111479
  3. Schisterman EF, Sjaarda LA, Clemons T, et al. Effect of folic acid and zinc supplementation in men on semen quality and live birth among couples undergoing infertility treatment: a randomized clinical trial. JAMA. 2020;323(1):35-48. PMID: 31910279
  4. Fitz V, Graca S, Mahalingaiah S, et al. Inositol for polycystic ovary syndrome: a systematic review and meta-analysis to inform the 2023 update of the international evidence-based PCOS guidelines. J Clin Endocrinol Metab. 2024. PMID: 38163998
  5. Lin G, Li X, Jin Yie SL, Xu L. Clinical evidence of coenzyme Q10 pretreatment for women with diminished ovarian reserve undergoing IVF/ICSI: a systematic review and meta-analysis. Ann Med. 2024. PMID: 39129455

Quadro regolatorio

  1. Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, relativo alle indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari.
  2. Regolamento (UE) n. 1135/2014 della Commissione, relativo all'autorizzazione di un'indicazione sulla salute sull'acido folico e la riduzione del rischio di difetti del tubo neurale. eur-lex.europa.eu

Cronologia degli aggiornamenti

Riportiamo qui le revisioni della guida, per rendere trasparente come viene aggiornata alla luce di nuove evidenze scientifiche e linee guida.

Versione 1.1 – Ottobre 2026

Revisione scientifica: nuova denominazione PMOS, prima linea guida WHO sull'infertilità (2025), definizione ASRM 2023, finestra fertile, sezione su nutrienti e integratori con distinzione tra evidenze e claim, fonti ampliate.

Versione 1.0 – Luglio 2026

Prima pubblicazione della guida.

Questa pagina sarà aggiornata periodicamente per integrare le nuove evidenze scientifiche, le revisioni delle linee guida internazionali e gli sviluppi della ricerca nel campo della medicina della riproduzione e della nutraceutica.

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